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Elezione dei fratelli muratori: è bufera. Vince Taroni, ma annullano voti e il risultato si ribalta in favore di Seminario

Taroni rappresenta il cambiamento, Seminario la prosecuzione del predecessore Bisi. Ora il prosieguo della vicenda, probabilmente, si trasferirà nelle aule del tribunale

di Roberto Tomatis. È bufera in “Villa il Vascello”, come del resto in tutte le logge Italiane compresa Albenga e Savona che fanno capo al Grande Oriente d’Italia, con i suoi 23mila iscritti. Leo Taroni è stato scelto come Gran Maestro, secondo quanto emerso dalle urne domenica 3 Marzo, ma l’uscente Stefano Bisi non sembra abbia preso con favore la notizia.

La voglia di cambiamento che aleggiava la si percepisce già dall’altissima affluenza ai seggi, con quasi l’80% dei votanti dei 17mila fratelli maestri aventi diritto. Un dato che dimostra quanto la consultazione abbia rappresentato un punto di svolta per il futuro della Massoneria in Italia. Arriva infatti dopo anni di lotte intestine dopo che Gran Maestro Bisi fu indagato nel 2014 dalla Procura della Repubblica di Siena nell’ambito del noto scandalo “Mens Sana”.

Oltre alle presunte intrusioni di ambienti che nulla hanno a che fare con la crescita interiore, a far scattare il prurito ai fratelli è la costituzione di una fondazione che assorbe tutto il patrimonio immobiliare del Goi, con una stima di oltre 200 milioni di euro, di cui Bisi sarebbe il presidente e la sua giunta la governance. E qui sarebbero cominciate alcune frizioni interne. In questo clima di tensione, si sono svolte le elezioni che vedevano contrapposti Antonino Seminario, massone calabrese sostenuto da Bisi, e Leo Taroni, imprenditore di Ravenna che ha raccolto l’esigenza del cambiamento.

Il programma di Taroni rappresenta una rottura con il passato, articolandosi in vari punti e centrato, appunto, sulla lotta alle infiltrazioni mafiose, la focalizzazione del Goi sulla cultura e l’impegno per un nuovo rapporto con lo Stato a cui lo stesso Taroni vuole chiedere di diventare associazione riconosciuta. Un rapporto quindi aperto, trasparente e collaborativo. Elemento non trascurabile: Taroni si impegna a restare Gran Maestro per un unico mandato.

Il programma di Seminario era invece una prosecuzione di quanto fatto da Bisi, con priorità sullo spostamento del patrimonio immobiliare alla fondazione.

Lo spoglio delle schede è terminato il 5 marzo, non senza polemiche: la Calabria riesce a trasportare 1800 schede per chilometri e a scrutinarle in poche ore, con un risultato fortemente a favore di Seminario, mentre la Sicilia finisce lo scrutinio 2 giorni dopo. Contestazioni per 28 voti in Abruzzo a favore di Taroni a causa di un tagliandino che doveva essere staccato, ma con parallela contestazione di 70 voti in Sicilia a favore di Seminario per lo stesso motivo. In Sicilia andava inoltre controllato l’orario di arrivo delle schede da Enna, che sembra siano pervenute fuori tempo massimo.

Il risultato finale viene conteggiato dai diversi responsabili di seggi di entrambe le liste e a entrambe risulta una vittoria di Leo Taroni per 15 voti. La notizia della vittoria di Taroni esce il 5 e 6 marzo e, da regolamento interno del G.O.I., deve però essere ratificata da CEN, Comitato Elettorale Nazionale.

Il colpo  di scena arriva sabato 9 marzo: la Commissione Elettorale Nazionale, riunitasi in Villa Il Vascello, ha stabilito la vittoria ribaltando il risultato uscito dalle urne in favore di Leo Taroni Lista n. 1, da 6.482 Fratelli Maestri del Grande Oriente d’Italia. In seguito all’annullamento di 139 voti, è stata dichiarata, per il momento, la prevalenza elettorale della Lista n. 2, rappresentata da Antonio Seminario.

Ora il proseguo della vicenda, probabilmente, si trasferirà nelle aule del tribunale, ma resta da vedere cosa rimane ai principi profusi dell’istituzione Massonica.

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