Albenga
Tendenza

 Editoriale/Speranze e illusioni             

Talvolta ad Albenga succedono cose che definirei “particolari”, per non dire altro, e difficilmente riesco a darmi delle spiegazioni… La riflessione è questa: nella stessa città, da una parte i tagli che ci hanno tolto un Pronto Soccorso, presidio che ancora oggi piangiamo, indispensabile per un territorio così vasto; dall’altra gli sprechi di denaro per “valorizzare” l’Isola Gallinara, che difficilmente potrà dare i risultati sperati in termini di ritorno turistico.

A confondermi ancora di più le idee c’è il fatto che, spesso, sono proprio le stesse persone che lottano per riavere il Pronto Soccorso a “tifare” per l’acquisto dell’isola Gallinara. Questa è una cosa che non mi spiego assolutamente.

Riavvolgo il nastro e cerco di rappresentare meglio la situazione. Proprio recentemente, è stato presentato il progetto, che prevede un investimento di oltre 500mila euro, per creare una piscina naturale dedicata al nuoto e agli sport acquatici modello riviera Romagnola. Questo si aggiunge ad un altro progetto, finanziato con 3 milioni di euro, che prevede l’acquisto di Villa Diana e il ripristino delle utenze sull’Isola per creare un polo museale di archeologia subacquea fruibile da tutti, mentre oggi facciamo fatica a mantenere aperti quelli che abbiamo. 

Ma non è finita qui. Nelle ultime settimane, in occasione di un incontro al Museo Navale di Albenga, i direttori generali dei Musei dello Stato e Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, sul futuro dell’Isola hanno affermato che “la Gallinara dev’essere acquisita dallo Stato completamente ed essere fruibile, pur in maniera controllata data l’importanza dell’aspetto naturalistico, archeologico e storico, essendo un bene unico nel suo genere”. Stiamo ovviamente parlando di cifre enormi, che servirebbero giustappunto all’apparato sanitario pubblico per salvarci la pellaccia, ma si sa parlare di cultura e musei fa sempre figo e se non lo fai sei considerato una capra. Vabbè andiamo oltre!

Parallelamente, abbiamo vissuto, da almeno un decennio a questa parte, il progressivo svuotamento del nostro ospedale di Albenga. Prima la soppressione del servizio di Pronto Soccorso, sostituito con un Punto di Primo Intervento, chiuso nel 2020 a causa della pandemia, che lo ha visto trasformarsi in Covid Hospital. Malgrado battaglie di ogni genere che ha visto scendere in campo direttamente cittadini e politici, la pandemia è passata, per fortuna eh!, ma né il Pronto Soccorso né il Punto di Primo Intervento sono stati ripristinati, già proprio così chiacchere tante i fatti stanno a zero. Si parla di una riapertura il 15 luglio, bah! staremo a vedere…. Ma c’è di più, perché nel tempo, l’intero ospedale è stato desertificato! Sono stati trasferiti macchinari, letti, reparti interi. Un ospedale cannibalizzato, oggi tanto vuoto che vien da piangere pensando a quanti soldi sono stati spesi, contando che la struttura è stata costruita con i lasciti di persone del territorio, di cui i figli di questa terra però non possono godere.

Da una parte tagli e cannibalizzazione di una struttura ospedaliera nuova, dall’altra il rincorrere il sogno di acquistare l’isola Gallinara per fare musei e parchi che nessuno mai riuscirà a gestire. 

E in tutto questo, spesso le stesse persone che chiedono di riavere l’ospedale efficiente, in modo da ridare il servizio indispensabile ai cittadini, soprattutto a chi non può permettersi cure costose, applaudono l’iniziativa che riguarda l’acquisto della Gallinara, che prevede costi esorbitanti.

Chissà in futuro i medici prescriveranno  visite sull’isola Gallinara per le cure di emergenza ma sempre tra speranza e illusioni.Io dico la verità: sono confuso!

Buon fine settimana Roberto Tomatis

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