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Due nuove stelle Michelin brillano in Liguria

Due nuove stelle brillano sui ristoranti della Liguria, ma le ombre sulle valutazioni degli ispettori della Guida Michelin 2024 sono maggiori del luccichio delle stelle. Ed è vero, su 26 nuovi ristoranti stellati due sono liguri, e così si passa delle 11 stelle della scorsa edizione alle 13 di oggi, ma nessun premio speciale, nessuno scatto verso una nuova ristorazione ligure che, tra tanti limiti, sta avanzando. Le due nuove Stelle liguri sono andate al ristorante Vignamare di Andora con alla guida chef Giorgio Servetto e a Il Marin di Genova di Marco Visciola. Nel caso di Servetto, però, si tratta di un “ritorno”, visto che la Stella l’aveva conquistata quando era al Nove di Alassio. Per lo chef di Palo e il ristorante Vignamare la soddisfazione di aver mantenuto anche la Stella Verde che sottolinea la vocazione sostenibile della sua cucina. Le Stelle Michelin anche quest’anno sono state presentate in Franciacorta, nello storico Teatro di Brescia, e questo la dice lunga anche sulla capacità di fare marketing territoriale, noi con il gonfiabile (manco fosse l’omino Michelin, giusto per restare in tema) di mortaio e pestello a galleggiare sul Tamigi, la Franciacorta in diretta streaming con milioni di appassionati a galleggiare sulle bollicine…

In totale le stelle liguri della Guida Michelin 2024 sono state confermate ai Balzi Rossi, guidato dallo chef Enrico Marmo a Ventimiglia, Casa Buono, sempre a Ventimiglia, con ai fornelli chef Antonio Buono e, con un salto chilometrico, Tamerici, ad Ameglia, entroterra di La Spezia, con in cucina Andrea Ricciardi, storico chef che aveva riportato la stella nel locale che fu dell’indimenticabile Angelo Paracucchi. E ancora il Nove di Villa della Pergola ad Alassio che, con il giovane chef Giorgio Pignagnoli, ha proseguito la filosofia dell’eccellenza territoriale. Poi, a Cavi di Lavagna, l’Impronta d’acqua di chef Ivan Magnago, Il Vescovado a Noli con Giuseppe “Giuse” Ricchebuono saldamente al timone.  A Imperia continuano a brillare le stelle di Andrea Sarri a Porto Maurizio e quella (ormai da più di trent’anni) di Paolo e Barbara a Sanremo. A Genova le stelle sono quelle di The Cook con al timone Ivano Ricchebono (che da un paio di anni firma anche il menù del Diana Grand Hotel ad Alassio), quella di Graziano Caccioppoli del San Giorgio (una cucina glocal, nel senso di ligure, ma internazionale), e quella di Jorg Giubbani, chef dell’Orto di Jorg Giubbani a Moneglia. A loro si aggiunge Il Marin, al Porto Antico di Genova, con Marco Visciola.

Come detto il Vignamare di Andora, all’interno del vigneto di Cascina Praie, conferma la Stella Verde conquistando anche la Stella Rossa. Un riconoscimento che premia la filosofia del gruppo Peq Agri, che grazie all’azienda agricola, ai vigneti, all’allevamento fornisce gran parte della materia prima ai ristoranti del gruppo (oltre a Vignamare anche Cascina Praie e l’agriturismo di Tovo San Giacomo) che sempre di più punta sulla sostenibilità.

Nessun ristorante, secondo gli ispettori della Rossa, ha meritato le due stelle (figuriamoci le tre!), dando la sensazione di avere, in Liguria, una cucina “seduta”, quasi incapace di scatti,cosa non vera vista la proposta ristorativa di tanti giovani. L’impressione è quella che la guida più consultata al mondo si sia completamente dimenticata della cucina ligure più vera, quella che, negli ingredienti, guarda alla terra e non al mare. Sarà per il prossimo anno.

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