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Corte di Cassazione: se non c’è depurazione, i comuni devono rimborsare gli utenti.

Il Difensore civico della Regione Liguria ha istruito un dossier che riguarda anche le carenze strutturali degli impianti idrici dell'imperiese che hanno provocato disagi, in particolare, nel nostro savonese, per gli abitanti di Andora, Stellanello e Giustenice

di Roberto Tomatis. A seguito dell’ordinanza della Corte di Cassazione che ha stabilito che non può essere applicata la quota di depurazione per le utenze servite da impianti non in linea con la normativa, il difensore civico della Regione Liguria Francesco Cozzi è intervenuto invitando i gestori del servizio ad adeguarsi alle più recenti pronunce.

I gestori, a seguito della pronuncia della Suprema Corte, dovranno rimborsare gli utenti che, nel corso degli anni, hanno versato il canone di depurazione pagando un servizio che non veniva erogato, spiega in una nota.

    “Il problema da tempo vede impegnata questa Autorità di Garanzia – afferma Francesco Cozzi – e riguarda i gestori del Servizio idrico integrato che operano negli Ambiti territoriali ottimali (ATO) delle Province e della Città metropolitana di Genova.

Sono numerosi, infatti, gli utenti che nel corso degli anni hanno ricorso al Difensore civico per segnalare problemi relativi al regime tariffario e alle condizioni della rete di distribuzione”.

    Dopo numerose sentenze dei tribunali civili, che si sono espresse a favore degli utenti, anche la Corte di cassazione si è pronunciata, in via definitiva, sulla questione con la sentenza n.20361 del 2023 in cui viene affermato il principio, già espresso dal Difensore civico in sede amministrativa, secondo il quale, in mancanza del servizio di depurazione, è irragionevole, per la mancanza della controprestazione, imporre l’obbligo del pagamento della quota riferita quello specifico servizio.

   Il dossier istruito dal Difensore civico riguarda anche fatture con costi ingiustificati, perdite occulte, sospensione della fornitura di acqua a nuclei familiari dove sono presenti minori o persone fragili, consumi commisurati al principio di presunzione, le carenze strutturali degli impianti idrici dell’imperiese che hanno provocato disagi, in particolare, nel nostro savonese, per gli abitanti di Andora, Stellanello e Giustenice.

“Ritengo sia importante intervenire – aggiunge Francesco Cozzi – per tutelare i diritti dell’utente rispetto ad un bene primario e indispensabile e per contribuire a ripristinare un principio di giustizia ed equità”.

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