Loano
Tendenza

Concessioni demaniali, balneari preoccupati per il destino delle imprese si rivolgono al Premier Meloni

«Il rischio concreto e reale che, in assenza di immediati provvedimenti normativi chiarificatori, la situazione già grave, per lo stato di incertezza sul futuro aziendale, possa addirittura peggiorare». E’ un passaggio della lettera che i vertici del Sindacato italiano balneari della Liguria hanno inviato al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni al termine del convegno sulle concessioni demaniali marittime che si è svolto Loano 2 Village. Oltre 350 i titolari di stabilimenti balneari provenienti da tutta la Liguria che hanno voluto essere presenti all’incontro dove si è fatto il punto su come orientarsi e preparare il futuro. E’ stato il presidente nazionale Antonio Capacchione ad aver illustrato il risultato della mappatura e l’impatto che questa deve avere sul piano normativo. «La mappatura delle coste ha certificato che il 67% del litorale della Penisola è libero da concessioni. Questo – ha precisato Capacchione –  è positivo e lo abbiamo appreso alla recente udienza presso la Corte Suprema di Cassazione a sezioni unite dopo il ricorso presentato dal nostro sindacato, ma è necessario che il legislatore, entro fine anno, metta la parola fine all’incertezza che grava sugli imprenditori balneari». Il Sib, insieme alla Fiba, ha inviato la lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni esortando l’impegno ad un intervento normativo risolutivo entro la fine dell’anno anche per evitare che i Comuni e le Autorità di sistema portuale possano adottare all’inizio del prossimo anno atti amministrativi che per i balneari «sarebbero palesemente illegittimi per violazione di legge e per tale motivo meritevoli di impugnativa. A tal proposito ha presentatto un fac-simile di lettera/diffida da inoltrare all’Ente concedente di riferimento che avesse intenzione di procedere alla messa a gara delle vigenti concessioni». In remoto da Bruxelles ha voluto testimoniare il suo appoggio l’ex senatore Paolo Ripamonti a cui il Governo aveva assegnato il compito di seguire la delicata questione e di procedere ad una mappatura e alla valorizzazione del patrimonio costiero esistente. La direttiva Bolkestein è valida in caso di scarsità della risorsa e in Italia ci sono “oltre 11.000 chilometri di costa”, che corrispondono a oltre 381 milioni di metri quadrati di area disponibile. Dalla mappatura sono state tolte le aree militari, quelle industriali, i porti commerciali e le aree delle Autorità di sistema, le aree marine protette di tipo A mentre laghi e fiumi non sono stati conteggiati per mancanza di dati. Viene quindi meno l’ipotesi di scarsità della risorsa in considerazione dell’ampio margine per assegnare nuove concessioni.
A rappresentare la Regione Liguria l’assesore all’Urbanistica, Edilizia, Demanio Marittimo e Formazione Marco Scajola collegato in remoto. La Liguria ha da sempre sostenuto i balneari anche e soprattutto come coordinatore delle Regioni e ha preannunciato un’incontro per martedì 31 ottobre con i Comuni e Associazioni di Categoria dei Balneari. Anche l’Assessore ha esortato il Governo a dare una direttiva entro la fine anno. Al convegno loanese era presente anche il consigliere regionale Angelo Vaccarezza che ha assicurato il sostegno ad ogni attività che possa portare alla soluzione definitiva della controversia tutelando gli imprenditori e le migliaia di famiglie che da essi dipendono.

Ecco il testo della lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri

Egregia On.
Giorgia Meloni
Presidente del Consiglio dei Ministri Palazzo Chigi
Piazza Colonna 370
00187 Roma

Le scriventi Organizzazioni maggiormente rappresentative dei balneari italiani con la presente sono ad evidenziarLe lo stato di profonda preoccupazione del settore per la mancata soluzione della problematica relativa alla durata delle concessioni demaniali marittime.

E’ una questione che Lei conosce perfettamente per essere stata in questi anni sempre in prima linea a sostegno delle ragioni delle decine di migliaia di imprese balneari italiane.

Non dobbiamo pertanto spiegarLe quanto la balneazione attrezzata italiana sia importante non solo per l’economia ma persino per l’identità del nostro Paese.

Sono certamente di aiuto le conclusioni del Tavolo tecnico consultivo istituito per l’accertamento della cd “scarsità della risorsa”, presupposto per la corretta applicazione della cd Direttiva Bolkestein.

Si tratta adesso di trarne, con urgenza, le conseguenze giuridiche e normative.

Siamo costretti infatti ad evidenziare il rischio concreto e reale che, in assenza di immediati provvedimenti normativi chiarificatori, la situazione già grave, per lo stato di incertezza sul futuro aziendale, possa addirittura peggiorare per il tentativo di alcuni Enti concedenti (Comuni e Autorità di sistema portuale) di mettere a gara le aziende attualmente operanti.

Urge pertanto un intervento normativo o, comunque, l’emanazione di provvedimenti amministrativi che evitino una gestione confusa e caotica delle funzioni amministrative in materia che rischiano di danneggiare o distruggere un importante settore economico perfettamente efficiente e di successo.

Certi del Suo impegno Le chiediamo un incontro per meglio rappresentare e illustrare la gravità della situazione e l’urgenza di un intervento normativo risolutivo.

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