Alassio Andora Laigueglia

Come vorrei vedere Alassio domani, l’intervento di Giacomo Nattero

Fine stagione tempo di pensare ai lavori di domani.

Butto un sasso nello stagno magari agito un po’ le acquee immobili. Alcuni giorni fa, ho letto su internet, la notizia che il comune d’Imperia ristrutturerà il mercato coperto Andrea Doria in centro alla città.

MI è tornata alla mente un’idea che a mio avviso può servire ad Alassio per dare una sterzata al paese ormai fermo non più con le quattro frecce ma sui tacchi.

Abbiamo Piazza Paccini con parcheggi a pagamento, il mercato coperto che ospita anche la protezione civile e la salvamento. La new entry la Piccola: acquistata o di prossimo acquisto da parte del comune, penso anche con il magazzino, dove troverà sistemazione la protezione civile.

P.zza Stalla terreno minato.

Tutte queste zone del paese sono confinanti con i rii, magari alcune hanno vincoli però se fosse possibile io le vedrei così:

Piazza Paccini:

Vado spesso in Francia ad Antibes, anni fa hanno spostato il mercato e lo hanno coperto, usando una struttura in linea con il contesto urbano risultato? È il centro del paese, è pieno di turisti che acquistano i prodotti, ci sono solo banchi con la merce ben esposta, niente tende, furgoni e se piove sono al coperto.

Se fosse possibile coprirei la parte centrale della piazza, con una struttura che non deturpi la zona anche perché il palazzo delle Poste/ biblioteca ha un vincolo, sulla copertura posizionerei pannelli solari, che alimentano sia le colonnine per le auto elettriche del parcheggio, ed eventualmente possono servire anche per la pubblica illuminazione, l’acqua piovana la raccoglierei per irrigare eventuali aiuole di bellezza.

Durante la settimana ovviamente rimarrebbe parcheggio a pagamento, il sabato utilizzato per il mercato, essendo coperto si può usare per organizzare manifestazioni in centro.

Il mercato coperto:

 Non toccando la struttura esistente, chiuderei il perimetro con un arredo in vetro, per dare luce naturale alla struttura.  Al suo interno gli stand con vendita di frutta verdura pesce ecc, Bar, come nei migliori mercati coperti.

La sera sgomberando dai banchi potrebbe diventare anche un punto di ritrovo con aperitivi e miniconcerti.

Sul tetto del mercato e il parcheggio esistente, con una struttura tipo il sistema Gobacar a Cuneo, creerei un parcheggio multipiano a pagamento, il suo perimetro lo rivestirei con del verde verticale in modo da mascherare la struttura e le auto parcheggiate, l’eventuale copertura ricoperta con pannelli solari.  

Senza acquistare la carrozzeria ormai dismessa. 

Parcheggio la Piccola:

Analogo discorso come il parcheggio del mercato coperto Multi piano a pagamento, verde verticale, eventuale copertura a pannelli solari.

P.zza Stalla:

Li si tocca un nervo scoperto, rispettando il verde presente magari si potrebbe studiare analogo sistema dei precedenti.

Tutto questo permetterebbe di avere posti auto in centro, mascherati dai palazzi presenti, e mimetizzati da un verde verticale, soprattutto niente scavi con cantieri che intaserebbero la già limitata viabilità.

Questo permetterebbe finalmente la chiusura al traffico di parte della via Dante, dal H. Enrico fino all’inizio di Via Verdi rendendola pedonabile, non solo una volta all’anno con il desbarassu, eliminando anche i marciapiedi per avere più spazio, piantando alberi che proteggano dal caldo in estate, tipo il viale alberato di Albenga.

Sanremo l’ha fatto anni fa, chiudendo al traffico pedonalizzando la via del teatro Ariston.

Quest’ultimo passaggio magari è di Avogardiana memoria, avendone fatto parte di quella giunta ne andavo con l’allora Sindaco ci eravamo trovati in linea, perché volevamo questo progetto.

Penso che un comune come Alassio sia il minimo che può fare per far rinascere il nostro paese.

Insieme al budello che è il centro commerciale all’aperto più grande d’Europa, una Via Dante in parte pedonabile, con le vie adiacenti esempio Via Giovanni Minzoni, con negozi chiusi da anni, magari vedono nuova vita, il risultato sarebbe bellissimo.

Cedo volentieri questo mio sogno, perché tenerlo nel cassetto non giova a nessuno, penso che se un cittadino ha un’idea che può giovare al paese dove è nato e vive e lavora la deve fare tirare fuori.

Starà poi a chi è alla guida del paese se lungimirante trasformarla in reale possibilità

Giacomo Nattero

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