Albenga

Ciangherotti:”Annata nera per il mercato olivicolo”

“Siccità e cambiamenti climatici sono una seria minaccia che rischia di mettere in ginocchio definitivamente le aziende agricole del territorio e, di riflesso, il comparto turistico dell’outdoor, così come il patrimonio, di inestimabile valore, dell’arte dei muretti a secco. Un esempio? Sarebbe un grave errore pensare che i problemi di un’azienda olivicola siano unicamente un danno che riguarda pochi imprenditori. Se i terreni vengono abbandonati, se sempre più persone non riesco a portare avanti un’attività, i pericoli dietro l’angolo sono molteplici e vanno dal fallimento di un’azienda e la perdita di posti di lavoro all’innestarsi di nuovi rischi di carattere idrogeologico”. Lo dichiara il consigliere comunale e coordinatore albenganese di Forza Italia Eraldo Ciangherotti.

Per il comparto olivicolo, le previsioni di quest’anno di Confagricoltura parlano dI una vera e propria annata nera: “Regione e governo devono assolutamente intervenire con fondi a sostegno delle imprese – spiega Ciangherotti -. Come mi è stato riferito da alcuni imprenditori della filiera, quest’anno nei supermercati l’olio passerà da un prezzo medio di 3 euro a 9/12 euro, con aumenti che sfiorano il 130%. E il fatto ancora più preoccupante è il continuo abbandono dei terreni, ovviamente non solo quelli dedicati all’olivicoltura”.

“Se perde l’agricoltura, perde tutto il territorio – sottolinea il capogruppo albenganese – e le ricadute negative toccheranno a cascata diversi comparti. Terreni abbandonati significa decadimento paesaggistico, meno sicurezza e quindi rischio idrogeologico elevato, offerta outdoor sempre meno appetibile e grave perdita di un patrimonio, che ricordo essere tutelato dall’Unesco, come quello dei muretti a secco. Ecco perché continuare a sottovalutare i problemi delle imprese agricole non è solo sbagliato, ma è assolutamente controproducente per tutti”.

Tornando al comparto olivicolo, Ciangherotti conclude: “L’Italia è il secondo esportatore di olio di oliva nel mondo, mentre la Liguria, insieme alla Toscana, rappresenta il maggior produttore per il nord del nostro Paese. Nel comprensorio albenganese abbiamo una tradizione di eccellenze da salvaguardare. La politica regionale e nazionale devono intervenire con tempestività prima che sia troppo tardi incentivando il lavoro nei campi, sostenendo le imprese in difficoltà con fondi emergenziali (perché stiamo parlando di una vera e propria emergenza) e sensibilizzando l’opinione pubblica sull’importanza di salvaguardare il nostro territorio. Questi interventi non possono essere posticipati, perché l’emergenza climatica e gli effetti che ne derivano non possono stare al passo con i tempi della burocrazia. Servono risposte e servono subito”.

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