Alassio Andora Laigueglia

Case vacanze, la truffa è in agguato. Becchi (Fiaip): «Diffidare degli annunci pubblicati sul web senza codice Citra»

«Varazze casa al mare in affitto a 500 euro al mese». Sembrerebbe un vero affare ma che in realtà è l’ennesima truffa raccontata sui social. La vittima del raggiro ha spiegato di aver inviato un acconto ad un ragazzo che aveva pubblicato l’annuncio per bloccare l’alloggio, ma dopo aver incassato il denaro è sparito e non risponde ai messaggio. A mettere in guardia coloro che cercano case in affitto in Riviera, specie in questo periodo prima dell’avvio della stagione estiva, è la Fiaip con il suo presidente provinciale Fabio Becchi: «Spesso gli annunci sono corredati di foto di appartamenti in buono stato, in una bella zona a prezzo del tutto accessibile. Una occasione imperdibile per chi decide di trascorrere le vacanze al mare. Ma la truffa, talvolta, è dietro l’angolo. Per non perdere tempo si invia un acconto a chi ha pubblicato l’annuncio che poi viene tolto».

Ci sono però dei segnali che mettono in guardia coloro che vanno a caccia di annunci. Probabilmente anche vivere di truffe richiede il suo impegno. Fatto sta che la maggior parte dei truffatori gestisce evidentemente decine e decine di messaggi al giorno. Ecco la ragione per cui in molti casi sui social il fantomatico proprietario di casa fa anche confusione. Spiega ancora Becchi: «Compaiono infatti singolari annunci con diciture del tipo “vicinissimo al mare”, anche in città dove il mare dista a decine di chilometri di distanza».

Per la Fiaip, purtroppo, il fenomeno è in crescita: «Sempre più persone ricorrono a internet per cercare case in affitto, per le vacanze o per il resto dell’anno. Dietro agli annunci finti non ci sono truffatori improvvisati, ma vere e proprie organizzazioni. Come difendersi allora? La regola da osservare è quella di assicurarsi sempre dell’identità dell’intermediario e affidarsi solo a professionisti certificati e referenziati. Verificare poi se gli annunci contengono il Codice CITRA, un un codice alfanumerico predisposto dalla Regione Liguria con l’intento di contrastare il dilagante abusivismo nel settore delle locazioni brevi. In caso di mancata pubblicazione del codice CITRA si rischia, ai sensi dell’articolo 66-ter della legge regionale, pesanti sanzioni amministrative. Se il codice non è riportato negli annunci – conclude Fabio Becchi – è bene stare alla larga e diffidare di chi ha proposto l’affare. Il codice Citra tra l’altro è richiesto solo per locazioni brevi anche entro i 30 giorni».

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