Loano
Tendenza

Borghetto dichiara guerra ai melonari

Questo è quello che ogni sera, in vari punti del paese, ci regalano i cosiddetti “melonari”. Non sono solo di cassette di cartone abbandonate, al loro interno vi sono gli avanzi marcescenti della giornata, frutta e mozzarelle di bufala che diventano terreno di conquista per topi e scarafaggi. Ogni mattina, diligentemente, gli operatori di SAT puliscono e disinfettano con un pesante aggravio di lavoro e, conseguentemente, di costo per la collettività.
L’abusivismo commerciale è una vera e propria piaga. Quello alimentare ancora di più perché non solo genera concorrenza sleale nei confronti delle attività commerciali ma perché, potenzialmente, può generare seri rischi per la salute.
I prodotti che vengono venduti, oltre a non essere conservati con tutti i minimi requisiti igienici prescritti dalla legge, non sono tracciati, non se ne conosce la provenienza né la filiera produttiva, non sappiamo se sono stati coltivati in luoghi insalubri per la presenza di sostanze inquinanti. È ben conosciuto, ad esempio, l’abnorme numero di malati oncologici nella zona denominata “terra dei fuochi” tristemente nota per le varie sostanze nocive presenti nel terreno. Chi può garantire che i prodotti rivenduti non provengano proprio da laggiù?
Purtroppo gli strumenti normativi a disposizione delle forze dell’ordine non consentono di risolvere il problema ma solo di contenerlo quando possibile. Occorrerebbe una normativa nazionale differente che, per esempio, preveda sanzioni anche per chi acquista. Nessuno colpevolizza i ragazzi che vanno in giro a vendere, la responsabilità è in capo a chi li gestisce e li sfrutta, il più delle volte la malavita organizzata.
Ogni volta che comprate da un melonaro sappiate che non state aiutando il ragazzino che vende ma il suo sfruttatore, che non state facendo un buon acquisto in termini di qualità e salubrità dei prodotti, che il risparmio che otterrete è vanificato dai maggiori costi, che poi si ripercuotono su ognuno di noi, non solo di smaltimento e raccolta dei rifiuti ma anche della sanità pubblica, che state contribuendo alla chiusura di qualche attività commerciale lecita che non riesce a reggere questo tipo di concorrenza sleale, che a essere sfruttati non sono solo coloro che vendono ma anche quelli che coltivano in un regime di vero e proprio caporalato, che il più delle volte state creando intralcio e pericolo per la viabilità e che le forze dell’ordine, invece di perder tempo con loro, potrebbero svolgere servizi decisamente più importanti per la collettività.
In autunno mi farò promotore di un tavolo di lavoro che coinvolga le varie associazioni di categoria finalizzato a presentare una proposta di legge nazionale che preveda strumenti utili a contrastare il fenomeno efficacemente.
Il sindaco Giancarlo Canepa

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