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Balneari, la Corte europea ha deciso: è legittimo l’esproprio a fine concessione. Le opere fisse costruite sul demanio diventeranno proprietà dello stato.

Ora la palla passerà al governo Meloni

di Mary Caridi. Una decisione molto attesa dai balneari. La decisione della Corte europea sancisce un principio: è legittimo l’esproprio da parte dello stato delle opere fisse costruite sul demanio marittimo: alla scadenza della concessione balneare ne diventerà proprietario a titolo gratuito. Questo il succo della sentenza della Corte di giustizia europea con la quale si mette fine alla querelle iniziata dopo il ricorso della società italiana imprese balneari contro il comune di Rossignano Marittimo in provincia di Livorno. L’impresa rivendicava un indennizzo per le costruzioni che aveva realizzato nel suo stabilimento alla fine della concessione, indennizzo negato dall’amministrazione comunale. A sottoporre la questione alla Corte a settembre del 2022 era stato il Consigli di Stato chiedendo se la norma del codice di navigazione italiano che all’articolo 49 prevede l’acquisizione automatica e gratuita da parte dello stato dei beni inamovibili a fine concessione se fosse o no compatibile con il diritto comunitario. Nessuna incompatibilità con il diritto comunitario e nessuna restrizione alla gestione dell’attività balneare. La Corte europea con la sentenza odierna riafferma il principio secondo il quale l’appropriazione gratuita da parte dello stato è l’essenza stessa dell’inalienabilità del demanio pubblico che resta sempre di proprietà degli enti pubblici e che viene dato in concessione ai privati per una durata determinata e soggetta a revoca. La pronuncia della Corte è decisamente importante per il futuro delle imprese balneari, fino ad ora con i rinnovi automatici delle concessioni la norma non aveva creato problemi. Ora la situazione potrebbe mutare. In applicazione delle norme europee a fine dicembre il governo Draghi aveva fissato la scadenza delle concessioni e l’avvio di nuove gare per riassegnarle. Ora la parola passa al governo Meloni manterrà o meno questa scadenza. Commenta così Emanuele Schivo, presidente Bagni Marini Alassio: ” Non riguarda il valore dell’ azienda ma solo l’art 49 sui beni incamerati o incamerabili.  Del tutto diverso se si parla di valore da riconoscere da un eventuale subentrante in una attività avviata . In quel caso,  al contrario,  deve essere alla base il riconoscimento del valore aziendale se il governo italiano vuole mandare a gara gli stabilimenti balneari”, conclude.

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