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Tendenza

Amici a quattro zampe, il problema delle deiezioni

il fenomeno delle deiezioni nel sacchetto

di Flavio Lenardon. Quante volte vi sarà capitato di dover attraversare un’aiuola e pensare che forse qualche amico degli amici a quattrozampe ha fatto passare di là la simpatica ed incolpevole bestiola? Tutto ciò sperando quanto meno che il bipede fosse in possesso dei giusti presidi per la raccolta delle deiezioni del favoloso compagno di passeggiata. 

Visto l’elevato numero di bestiole da compagnia capita però sempre più spesso che i presidi siano poco usati da pochi temerari e che le strade, appunto, siano sempre più spesso malamente imbrattate, con il risultato di dover fare funambolici slalom sui marciapiedi, che sarebbe il problema minore, perché alle volte, diversamente, capita di dover pensare per essere positivi: “vabbè porterà fortuna”. 

Unito al disuso dell’uso dei presidi, c’è l’abbandono per strada dei presidi stessi dopo il loro utilizzo, questa pratica decisamente forse più maleducata perché celata dietro il falso senso civico dell’adoperarsi per mantenere il pubblico decoro di marciapiedi e aiuole. Che debbono poi essere raccolti dagli incaricati della pulizia pubblica, aggravando il loro impegno, perché questi sacchettini di plastica con il loro contenuto non hanno capacità di autoeliminazione.

È vero, che come disse Ghandi “La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali”, ma si misura anche dal modo in cui tratta la cosa pubblica, i beni comuni e gli spazi pubblici. Il riflesso della nostra educazione dovrebbe essere nel nostro senso civico. La cosa pubblica non è di nessuno, la cosa pubblica “siamo” noi stessi. 

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