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Tendenza

Alla luce del sole vivono per strada, sotto gli occhi di tutti: qualcuno se ne preoccupa?

Per vederli nella loro realtà quotidiana, bisogna aprire mente e coscienza, ma bisogna vedere, non basta guardare

Editoriale di Roberto Tomatis. Alla luce del sole. Scelgono un posto riparato, anche se ben visibile. Ormai sono fantasmi, ma ben evidenti sia di giorno che di notte, nel perimetro della sopravvivenza di chi si ripara con un telo di plastica recuperato in qualche bidone e si riscalda accendendo un piccolo fuoco per resistere alle temperature ancora rigide della notte. D’altronde, se non hai nemmeno un piccolo debito con l’ufficio delle entrate o se non ti deve essere recapitata una contravvenzione anche da pochi euro, chi mai ti verrà a cercare? Per molte persone, purtroppo, esiste solo la sopravvivenza.

Di chi sto parlando? Un indizio: è facile trovarli, ma per vederli nella loro realtà bisogna aprire mente e coscienza, perché sono proprio sotto i nostri occhi nei luoghi che frequentiamo quotidianamente.

Quante volte ci è capitato di fare una pedalata lungo l’argine del fiume Centa, in quell’area protetta per gli uccelli migratori di interesse comunitario, con il nostro amico a quattro zampe e scorgiamo qua e là persone accampate, che ormai non si preoccupano nemmeno più di essere viste.

Alcuni di loro si sono ingegnati con veri e propri arredi di casa, come divani e poltrone sottratti da qualche ritiro degli operatori ecologici che di fatto sono un ammasso di cuscini sgualciti con molle sfondate, ma di notte si trasformano in letti. Scomodi, scomodissimi, ma sempre meglio della nuda terra. E in fondo, forse loro non lo sanno neanche com’è un letto vero.

Sentire parlare tutto l’anno di turismo, cultura, comunità inclusiva i botta e risposta sui giornali stride un po’ con quello che vediamo intorno a noi e che è sotto gli occhi di tutti.

Capisco che la vita vada avanti ugualmente nella nostra frenesia quotidiana, con tutte le nostre preoccupazioni. Figli, lavoro, scuola, elezioni. Ma guardare senza vedere è il risultato di quello siamo. Molto più facile scuotere la testa e tirare dritto, sperando che domani qualcuno abbia fatto sparire i divani scassati con le molle rotte. E che, come per magia, chi ci vive sopra, i senza fissa dimora, abbiano cambiato zona o qualcuno si sia preso la briga di trovare loro una sistemazione più adeguata e decorosa.

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