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Albenga, tutti i dubbi sulle possibili criticità della depurazione

Il divieto temporaneo era arrivato dopo diverse affermazioni da parte di politici e amministratori comunali che indicavano invece che i reflui sono depurati al 70% e solo il 30% va in mare tramite grigliatura

editoriale di Roberto Tomatis. Secondo quanto affermato dall’Amministrazione comunale e indicato nel Bilancio sociale di fine mandato 2019-2024, il 70% dei reflui di Albenga sono depurati. Solo il restante 30% va in mare tramite grigliatura. Sempre stando a quanto dichiarato, a breve la città sarà depurata al 100%.

Tutto stupendo, però lo scorso 22 maggio, un tratto di mare di 254 metri tra il Campeggio Gallinara e la foce del fiume Centa, all’inizio del Lungomare di Albenga, è stato dichiarato non balneabile. In seguito alla nota dell’Arpal di Savona con la quale aveva comunicato l’esito sfavorevole delle analisi effettuate sul campione routinario delle acque di balneazione, il sindaco di Albenga aveva emesso l’ordinanza di non balneabilità della zona.

Dopo diverse affermazioni da parte di politici e amministratori comunali che indicavano che i reflui della città sono depurati al 70% e solo il 30% va in mare tramite grigliatura, come è possibile che Arpal ha trovato colibatteri nell’acqua di mare antistante Albenga ed è stata necessaria un’ordinanza del sindaco per dichiarare l’area non balneabile a maggio?

Viene da pensare: ma non è che stiamo scaricando in mare senza nemmeno una grigliatura primaria? Siamo proprio sicuri che siamo depurati al 70%? Funziona tutto bene? C’è qualche cosa che dovremmo sapere ma non ci viene detto? Quali certezze abbiamo che parte dei reflui vengano inviati nell’impianto di trattamento a Borghetto? Stando agli avvenimenti, viene da pensare che la possibilità che stiamo scaricando a mare senza depurare e senza nemmeno una grigliatura primaria, non è da scartare.

Fatto sta che alcuni diportisti hanno riferito che, passando a bordo delle imbarcazioni per andare a pescare, davanti ad Albenga vedono da svariati mesi ribollire l’acqua in prossimità del tubo della fogna, i gabbiani che mangiano e pasturano nel solito specchio d’acqua, fenomeno alquanto strano. Potrebbe essere solo “percezione”, anche perché lo scarico a mare dovrebbe attivarsi solo in emergenza e non risulta nessuna comunicazione alla cittadinanza di un guasto all’impianto di depurazione. Oltretutto, nella nuova stazione di pompaggio e grigliatura di via Che Guevara, non si vede mai nessuno che effettua l’attività di manutenzione, considerando la grossa quantità di lavoro che dovrebbe svolgere mentre nell’ex grigliatore di via 8 Marzo quotidianamente ci sono operai con mezzi d’opera al lavoro. 

Purtroppo, “A pensare male si fa peccato, ma spesso si indovina”, diceva Andreotti, anche se la speranza è che questo forte dubbio sia infondato e che chi di dovere possa dimostrare, dati alla mano, che invece funziona tutto regolarmente. Diversamente vorrebbe dire che paghiamo una depurazione totalmente inesistente, oltre che inquinare la nostra costa e mettere in pericolo la salute di migliaia di persone.

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