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Albenga, torna Calici di Stelle, ma è subito polemica


Sabato 12 agosto torna “Calici di Stelle” ad Albenga, l’evento ideato dall’Associazione Città del Vino, sodalizio che vede anche l’adesione di Albenga. Si tratta di uno degli appuntamenti più attesi dai turisti del vino, che possono degustare la produzione delle cantine cittadine in ambienti particolarmente suggestivi, nelle calde sere d’estate. Albenga è l’unico comune ligure che ha aderito all’iniziativa, ripetendo la formula delle ultime edizioni di Calici di Stelle. Tutto a posto? Non proprio, Fausto De Andreis, patron della Cantina Rocche del Gatto, non ci sta e contesta la formula della “cena a numero chiuso” che, a suo dire, non valorizza i vini ingauni. Andiamo con ordine.

Questo il Comunicato del Comune: “L’evento si svolgerà nella suggestiva cornice dei chiostri dell’ex convento di San Bernardino in località Vadino confermando il suo standard di eleganza e ricercatezza.

Saranno proposte tre degustazioni di vini delle cantine vitivinicole di albenga e del territorio presenti negli stand, con antipasto a buffet molto ricco e tre portate servite al tavolo (ravioli al sugo di coniglio – Cappon magro – e baxin con pesche al pigato rivisitate)  musica dal vivo con gli Alma Jazy.

Catering a cura del Ristorante Scola.

Il costo per partecipare all’evento è di 50 euro a persona. 

Prenotazioni presso l’Ufficio IAT nella Torre Civica in piazza San Michele o al numero 335 5366406 entro il 10 agosto.

Calici di Stelle è organizzato dal  Comune di Albenga  in collaborazione con Donne in campo della CIA, FISAR  (Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori), il Ristornate Scola e con il patrocinio de il Movimento Turismo del Vino, dell’Associazione nazionale Città del Vino”.

E questa la critica di De Andreis: “Calici di Stelle” o “Gotti di Nebbia”?

Bella idea in origine, nata per promuovere il vino al grande pubblico dei Wine Lovers che in certi casi oggi viene stravolta a proprio uso e consumo da chi la organizza, col favore anche delle istituzioni. Come nel caso specifico di Calici di Stelle 2023 ad Albenga.

Inizialmente interpretato nel suo vero spirito Calici di Stelle aveva spopolato, tant’è vero che nel giro di pochi anni molti comuni si sentirono in dovere di farsi la propria serata di Calici di Stelle, col risultato di una eutanasia parziale della manifestazione.

Poi arriva il covid e Albenga si attiva per reagire inventando un nuovo format nella location di san Bernardino usando il brand Calici di Stelle: cena a numero chiuso con i banchetti dei produttori di vino alloggiati nel portico, a contorno dei tavoli imbanditi per la cena da mille e una notte.

Nell’estate del 2020 ero presente con il mio banchetto a quella serata. Bella scenografia, ma per i produttori poca ciccia perché gli unici degustatori erano circoscritti ai soli commensali a numero chiuso e il nostro ruolo di produttori vinicoli era quello di fare il servizio da cameriere per versare il vino ai commensali, che lo venivano a chiedere. Molto male, ma la cosa peggiore fu che il vino lo dovevamo umiliare servendolo in bicchieri da aperitivo, totalmente inidonei per una degustazione di vino seria.

Avevo partecipato ad una riunione organizzativa e avevo puntualizzato che i bicchieri dovevano essere all’altezza del brand della manifestazione, che una serata di Calici di Stelle non doveva essere una cena a numero chiuso ma si doveva aprire al pubblico e si doveva incentivare l’afflusso di gente interessata alla degustazione. Insomma, si doveva dare risalto alla nostra presenza all’evento come produttori di vino, non come camerieri.

Quella sera fu per me una grossa delusione, tutte le mie osservazioni ignorate, bicchieri anni ‘50 e da parte dei commensali poco interesse al vino, a sua volta bistrattato dagli organizzatori nella scelta dei bicchieri forniti per degustarlo.

Non fu affatto una serata di Calici di Stelle, sembrava piuttosto una brutta cena di paese o di un festival politico.

Quest’anno sono stato nuovamente contattato dagli organizzatori e ho ricevuto una mail in merito alla manifestazione 2023, così ho chiesto informazioni.

Sembra non sia cambiato nulla, i bicchieri sempre gli stessi e numero chiuso per i commensali. Insomma, si tratta di regalare del vino facendo pure i camerieri. Nulla si è fatto per pubblicizzare l’evento e attirare il pubblico amante del vino, in totale antitesi con le stesse dichiarazioni del presidente del Movimento Turismo del vino, riportate anche da Ansa: “Questo evento – afferma Nicola D’Auria, presidente del Movimento Turismo del Vino – rappresenta l’essenza del nostro impegno nel promuovere il vino italiano”.

Così ho declinato l’invito, e mi dispiace non partecipare ad un evento Calici di Stelle perché quest’anno in modo particolare avevo piacere di presentare agli appassionati un po’ di chicche frutto di mie ricerche, ma non condividendo affatto il format degli organizzatori mi vedo costretto a rinunciarvi.

Per gli interessati sarà comunque possibile conoscere le mie novità venendo a trovarmi direttamente in cantina in reg Ruato 4.

Spero di sbagliarmi, ma come diceva qualcuno “a pensare male, molto spesso ci si azzecca…” quindi i miei saluti per gli organizzatori, che se ci tengono ad organizzare questa cena la facciano, ma non con il brand Calici di Stelle. Che la chiamino come vogliono, “Ritrovo dei compagnoni a san Bernardino” o “sagra dell’unghia incarnita”, perché di Calici di Stelle nemmeno l’ombra… è tutt’altra cosa.

Fausto

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