Albenga

Albenga piange Armando Carrara, ex assessore e consigliere comunale, fu segretario cittadino del Pci

Aveva ricoperto il ruolo di staffetta durante la Resistenza, ma ad Albenga era conosciuto ad Albenga per aver avuto un ruolo come dirigente nel 1972 nell’allora Partito Comunista. Albenga piange la scomparsa di Armando Carrara, morto all’età di 93 anni. Lavorava alla Salco ed era molto legato all’attività politica del Pci tanto che aveva avuto un ruolo come segretario cittadino e poi come consigliere e assessore in Comune nel settore lavori pubblici. Armando Carrara lascia la moglie Maura, il figlio Riccardo, la nuora Debora. Il feretro di Carrara è attualmente nella camera ardente dell’ospedale “Santa Maria di Misericordia” di Albenga. Domani verrà trasferito al tempio crematorio di Bra. Così lo ricorda l’amico Prospero Roveraro: “Ricordo tante riunioni e tanti sui interventi ,precisi e puntuali. Sapeva tramutare la teoria politica in pratica operativa. Fu negli anni più volte segretario di sezione ,del direttivo comunale , consigliere comunale e assessore ai lavori pubblici. Negli anni ci furono momenti di diversità politica con lui , lui era dell’ala ortodossa del partito , mentre io facevo parte della parte più movimentista, ma questo non impedì di passare momenti di svago e amicizia. Oltre la politica Armando sapeva divertirsi , era un appassionato ciclista e scalò varie montagne del giro d’Italia e del Tour de France. Ricordo che da ragazzo partecipai con lui e altri ad una sfida calcistica ,noi eravamo i comunisti e gli altri , di varie estrazioni politiche , erano il resto del mondo . Finì in parità con scampagnata finale. Il vero tallone d’Achille di Armando erano i conti ,li sbagliava sempre Ricordo che durante le varie feste de l’Unita a cui ho partecipato ,Armando era l’addetto al contabilità e finivamo sempre tardi perché qualcosa non tornava , dato che lui era , prima di tutto una persona di specchiata onestà e finché non quadrava tutto non si chiudeva ,poi era anche pignolo e le cose andavano alle lunghe. Altre volte i conti tornavano , noi da compassati burloni gli nascondevano qualche banconota, per divertirci, alla fine dopo tanto girare la banconota usciva e partivano le sue invettive nei nostri confronti. Si chiudeva sempre con un sorriso e si andava a dormire. Caro Armando la tua scomparsa porta via una persona onesta e un lavoratore. Quando , anche tu attraverserai quell’ultimo vecchio ponte , voltati e lasciati andare in una di quelle tue risate che chiudevano le nostre riunioni e le nostre feste dell’unità. Un grande e fraterno abbraccio alla moglie Maura e al figlio Riccardo. Che la terra ti sia lieve Armando e che tu possa riposare in pace”.

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