Albenga

Albenga, la politica dei fatti: “Ecco il resoconto di alcuni degli obiettivi raggiunti dall’Amministrazione Tomatis”

Consiglieri di maggioranza e assessori: “C’è una politica fatta di urla, di bugie, di proclami, ma soprattutto di insulti e prepotenza, poi ci siamo noi, la maggioranza che da 5 anni amministra la città e che è la continuità di altri 5 anni precedenti dell’amministrazione Cangiano. Martedì il consigliere di minoranza, Ciangherotti, ha coperto di insulti e blasfemie 10 anni di risultati che ci permettiamo di ricordare più brevemente possibile.

Per prima cosa ci sono i temi ambientale ed economico, avendo ad oggi il 70% della città depurata e tra poco inizieranno i lavori anche per la restante parte per complessivi oltre 10 milioni di euro di investimenti; mentre noi ci siamo interessati per salvare gli ingauni dalla sanzione comunitaria e lavorare perché i liquami non finissero più a mare, dalla minoranza abbiamo sentito parlare di miasmi che sarebbero usciti dal depuratore di viale Che Guevara, del rumore che ci sarebbe stato, della bruttezza della struttura.

Ad oggi, tutto quello che hanno provato a raccontare non è successo.

Ricordando che sono stati proprio loro ad affossare il progetto di un depuratore consortile ingauno per provare a “vendersi” a padroni diversi, ma noi siamo riusciti lo stesso in tutto questo.

Vogliamo ricordare il bilancio, preso dalle mani dell’allora sindaco Cangiano con un debito al limite del pre-dissesto e oggi arrivato a bassissimi livelli, grazie a un lavoro impeccabile e a buoni investimenti e senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini.

Vogliamo parlare della SAT. Albenga è stato il primo tra i grandi comuni a sceglierla e concordare un piano che si è dimostrato vincente facendolo diventare il modello per tutta la Provincia ed arrivando al 82% di differenziata, un risultato che si è meritato il premio di associazioni e facendo diventare Albenga prima tra le grandi città della Regione.

Mentre tantissimi comuni italiani lamentavano di non riuscire a pagare la pubblica illuminazione, noi siamo riusciti ad avere un risparmio importante efficientando e rinnovando tutto il sistema grazie al progetto Elena.

Parliamo di lavori pubblici, ci vuole tanto in questo caso!

Basta ricordare che 5 anni fa avevamo il tetto della bocciofila che era in eternit, che tutti sappiamo quanto sia pericoloso, ed è stato tolto con una struttura rinnovata totalmente.

Il polo scolastico non è più una promessa elettorale, ma ora con la demolizione della Turinetto e l’iter di approvazione quasi terminato, daremo finalmente un istituto superiore di livello che da oltre 60 anni non vede tutta la piana.

Ma per le scuole non abbiamo finito qua. Abbiamo rinnovato tutti i bagni delle Paccini e soprattutto abbiamo effettuato importanti interventi di messa in sicurezza antisismica dei diversi edifici scolastici. Pensare che i nostri ragazzi possano andare in una struttura che, in caso di terremoto, non sia vulnerabile è un grande regalo alle future generazioni.

L’asilo Roberto di Ferro sta subendo lavori per altre centinaia di migliaia di euro per dare una struttura nuova e adeguata ai più piccoli perché se l’ambiente è la sfida di oggi, dare ai giovani scuole adeguate e nuove ci garantisce un grande futuro.

Abbiamo messo in sicurezza idrogeologica la piana con due interventi sul Carendetta e sul Carenda (uno terminato uno in fase di avvio dei lavori) che, sommati, superano i 10 milioni di euro e anche se i nostri progetti non sono aiutati da chi in Regione dovrebbe seguire il territorio dove è stato eletto, abbiamo speso diverse centinaia di migliaia di euro anno per anno per tenere pulito il fiume Centa, il nostro più grande amico che con le sue acque riempie le falde per i nostri agricoltori, ma anche la nostra più grande paura quando piove, finanziando anche a turno la pulizia dei rii minori. 

Abbiamo fatto qualcosa come 2 milioni di euro di asfalti, che sappiamo essere tanti, anche se non sufficiente a sopperire decenni di mancanze.

Stiamo intervenendo sulle barriere architettoniche, con l’approvazione de PEBA (piano di eliminazione delle barriere architettoniche) che viene finanziato anno per anno fino a che vedremo Albenga accessibile a tutti. 

Di altri lavori ne abbiamo a decine da raccontare: la casa comunale di Campochiesa, i marciapiedi di via Trieste, la rinnovata via Papa Giovanni, la piazza di Lusignano, il nuovo molo, il nuovo museo, il restauro di palazzo Peloso Cepolla, i lavori fatti sul municipio per l’efficientamento energetico, il nuovo piano di calpesti della palestra di Leca, i lavori al Riva, ecc.. ecc…

In tutto questo abbiamo sempre voluto lavorare per far crescere la nostra città, pensando anche a proteggerla. Ne sono un esempio i moli di viale Che Guevara che rappresentano la volontà granitica di voler far crescere questa città, garantendole anche un futuro turistico.

Albenga finalmente ha un piano, dopo decenni di voli pindarici, sul suo più grande tesoro: l’isola Gallinara, che ha visto l’impegno dei più alti funzionari ministeriali per farne un qualcosa di vivo e non più una promessa.

Visto che siamo uniti abbiamo deciso anche di lavorare per aggiornare lo Statuto della Città, un lavoro che non tocca i cittadini direttamente, ma che è un manifesto della città e dei suoi valori, che vuole dare un futuro a chi verrà un domani.

Tutto questo non è passato inosservato agli albenganesi e agli imprenditori e assieme abbiamo creato decine di nuovi posti di lavori e, fatto importante, opere di urbanizzazione, come la nuova Piazza De André.

Una volta gli albenganesi dovevano andare a “pascolare ad Alassio, ora sono gli alassini a venire ad Albenga”, è la frase detta da un grande ingauno qualche settimana fa sui giornali, ma se questo è stato possibile lo si deve a un calendario di eventi che prevede più manifestazioni che giorni del calendario.

Per il nostro futuro stiamo lavorando sul master plan per Vadino, abbiamo dato incarichi per il recupero  scuola vecchia di Bastia e del lascito Tomati a Lusignano.

Vogliamo chiudere con la battaglia che ci è stata più a cuore, la salute dei nostri cittadini, per la quale ci siamo messi contro tutto e tutti e alla fine abbiamo fatto cambiare idea a un Governatore che, alla fine, ha dovuto riaprire il punto di primo intervento, ma noi la lotta non l’abbiamo sicuramente finita.

Questo è stato tutto possibile grazie a una grande squadra, non solo di amministratori ma anche di tantissime associazioni e grandi cittadini, che senza interessi personali, giorno dopo giorno, poco o tanto, hanno lavorato, anche senza dover mettere sempre i manifesti.

Ma si sa bene che per quanti fenomeni ci possano essere, serve un grande allenatore capace di coordinare lo sforzo di tutti, e questo è senza dubbio il sindaco di tutti gli albenganesi: Riccarco Tomatis. Senza di lui tante di queste cose non sarebbero state possibili, e per questo lo vogliamo ancora alla guida della città per altri 5 anni.

Sappiamo di chiedergli un grande sforzo, perché uomini che prendono il ruolo che gli viene affidato con dedizione come lui non ce ne sono più. Dalla mattina a notte è in giro e impegnato per la città.

È un esempio di serietà, perseveranza, dedizione, tutto quello che un vero politico dovrebbe essere.

Lo sfogo di Ciangherotti, davanti a tutto questo lavoro fatto, davanti a una squadra compatta, davanti a risultati tangibili, davanti a un sindaco così, resta solo un ammasso di bugie e  insulti”.

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