Albenga

Albenga, Ciangherotti: “La minaccia terrorismo non spaventa il Pd”

“Correva l’anno 2019 e Riccardo Tomatis diventava sindaco di Albenga con 256 (duecentocinquantasei) voti di scarto rispetto a Gero Calleri. Il Partito Democratico festeggiava il consolidamento del potere, ma la vittoria aveva un retrogusto molto amaro, anche perché era arrivata soltanto grazie ai voti di un pezzo di centrodestra. La maggioranza ha perso quel sostegno nel 2021, ma per il PD le poltrone sono come un diamante e, nella loro logica politicamente malata, l’occupazione delle istituzioni deve durare per sempre. Oggi lo stesso sindaco e la stessa maggioranza che governano la seconda città della provincia con 256 voti di scarto (su cui non possono più fare affidamento) danno vita ad una imbarazzante e presuntuosa autocelebrazione a mezzo stampa. Un resoconto, degno della letteratura fantasy, ricco di bugie e omissioni di convenienza”. Lo dichiara il consigliere comunale e coordinatore albenganese di Forza Italia Eraldo Ciangherotti replicando alle parole della maggioranza albenganese a seguito dell’ultima seduta consiliare.

Commenta il capogruppo albenganese: “Difficile spiegare agli albenganesi che cos’abbiano da festeggiare quelli del PD ingauno di questi tempi. Tra l’altro, grazie alle loro politiche ‘visionarie’, Albenga si è guadagnata nell’opinione pubblica la fama di una delle città meno sicure della provincia di Savona. Se questi sono ‘i fatti’ a cui alludono i consiglieri di maggioranza, i quali, peraltro, chiedono a gran voce il bis a Tomatis, si salvi chi può”.

Ciangherotti ricorda anche alcuni passaggi dell’ultimo consiglio comunale, durante il quale si è discusso dell’ipotesi di apertura di un centro per i rimpatri ad Albenga: “Il consigliere Munì è stato meraviglioso – spiega -. Ha portato in consiglio un emendamento per cercare di far eliminare dal testo presentato dalla minoranza l’espressione ‘la sicurezza già molto precaria di Albenga’. L’impavido consigliere Munì ha da subito dichiarato il suo voto contrario in caso non fosse passato il suo emendamento ma, dopo svariati tentativi di imporre la sua linea alla maggioranza, è stato costretto a ritirare il suo stesso emendamento. Così il concetto di sicurezza, quale ragione fondante a giustificazione del no al Cpr ad Albenga, è passato anche contro la sua volontà. Le avventure del consigliere Munì comunque le ricordiamo sempre con piacere. Memorabile quella dell’intitolazione della strada a Gino Strada. Ancora oggi stiamo cercando di capire dove abbiano voluto collocarla”.

Il consigliere forzista torna poi sul problema della sicurezza: “Il Partito Democratico – sottolinea Ciangherotti -, vero campione olimpionico di accoglienza del migrante, nelle ultime settimane sta vivendo una profonda crisi esistenziale dettata dalle scadenze elettorali. Ad Albenga il no unanime al Cpr è arrivato grazie ad una mozione presentata dalla minoranza. Il PD non aveva altra scelta, anche perché per l’opinione pubblica l’immigrazione irregolare è un problema più che reale. Il terrorismo che in queste ore sta tornando a minacciare l’Italia e l’Europa è un fatto grave e tremendamente serio. Purtroppo ad Albenga la parola sicurezza non è mai stata una priorità di questa amministrazione e Riccardo Tomatis, in piena campagna elettorale, prova a calarsi nei panni di un improbabile sindaco attento all’ordine pubblico. Vale la pena ricordare a tutti che nel corso dell’ultimo consiglio il sindaco Tomatis è riuscito a paragonare i profughi in fuga dalla guerra ai ‘meridionali’ che si trasferivano ad Albenga. Un’altra figuraccia storica dal primo cittadino che, lo ripetiamo perché non fa mai male, governa la seconda città della provincia con 256 voti di scarto”.

“Dall’ultimo consiglio comunale – conclude il consigliere forzista – è emerso con chiarezza che questa maggioranza ha intenzione di mantenere attiva, se necessario anche dopo la scadenza dei termini, il sistema dell’accoglienza che oggi è operativo presso l’ex Anfi di Vadino. La minoranza ha chiesto esplicitamente di non concedere il prossimo aprile, con l’arrivo della stagione primaverile, la struttura per altri profughi in arrivo sul territorio nazionale. Punto respinto dalla maggioranza, che in questo modo dichiara implicitamente la volontà di continuare su questa linea di accoglienza incondizionata. Un’idea brillante, soprattutto in questo periodo storico. I consiglieri di maggioranza chiedono al sindaco Tomatis di continuare così per altri cinque anni. Staremo a vedere se i cittadini albenganesi saranno d’accordo. Ma una cosa è certa. Il centrodestra ha sicuramente in mente un’altra visione della città e sulla gestione della sicurezza, dal centro alle periferie, proporremo un’alternativa diametralmente opposta a quella dell PD ingauno”.

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