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Albenga anche omofoba? L’atmosfera “magica” si incrina

Dopo le affermazioni del sindaco che paragonava "i meridionali" in cerca di lavoro ai profughi di guerra, ora la maggioranza in Consiglio usa toni omofobi nei confronti del presidente Distilo e del consigliere di minoranza Ciangherotti

di Roberto Tomatis. Albenga non smette di stupire. Sarà forse l’atmosfera “magica” che aleggia nella città delle torri in questi ultimi giorni, con scenografie e aiuole ispirate a Harry Potter in occasione di Fior d’Albenga, che a colpi di bacchetta magica, prima, grazie al sindaco Riccardo Tomatis, Albenga si è trasformata in una città che paragona i profughi extracomunitari alle persone che dal Meridione d’Italia sono venute al Nord in cerca di lavoro negli anni ’50, poi un altro colpo di bacchetta magica da parte di un membro della maggioranza e gli extracomunitari vengono apostrofati come “cani sciolti”. Ancora un colpo di bacchetta magica della maggioranza in Consiglio Comunale e voilà: Albenga è addirittura omofoba. Se non sapete cosa è successo, facciamo un passo indietro.

Alcuni giorni fa Albenga si è gemellata con Villalba, anche in ricordo dell’ex sindaco Rosy Guarneri che era nata proprio lì. Tanti concittadini vengono dalla città siciliana. Proprio a ridosso delle elezioni, che vedono la città in una competizione piuttosto agguerrita, ecco che dopo tanti anni si concretizza il gemellaggio. Forse il sindaco ha cambiato idea nel frattempo sui “meridionali”, dimenticando che alcuni mesi prima, in sede di Consiglio Comunale, parlando di istanze riguardanti la città, aveva messo sullo stesso piano profughi di guerra e “meridionali”. Lo ha ricordato, con un video, il presidente del Consiglio Diego Distilo. Ma in campagna elettorale vale tutto e anche la carta del gemellaggio con Villalba è stata giocata.

Poi però, è successo che, in risposta ad alcune affermazioni del presidente del parlamentino ingauno Distilo, oggi parte della compagine di centrodestra per le elezioni 2024, la maggioranza in Consiglio si sia lasciata andare con la frase che riportiamo testualmente: “Viste le recenti parole al miele tra loro, in effetti non facciamo fatica ad immaginare Distilo e Ciangherotti nel ruolo degli sposi”.  Toni omofobi che hanno spiazzato e che non sono stati graditi da nessuno, in particolare da tutto il centrodestra unito che compattamente condannano “livelli ignobili e inqualificabili”, come espresso nello specifico dal candidato sindaco Nicola Jacopo Podio.

Insomma, il “Viaggio nella magia” che dà il titolo all’edizione 2024 di Fior d’Albenga sembra più un incubo, di fatto. Non promette proprio benissimo. 

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