Albenga

Ad Albenga arriva la scuola di politica dell’Udc

L’UDC albenganese intende mettere in cantiere una “scuola di politica” per i cittadini di tutte le fasce di età con particolare attenzione ai giovani per riaffermare il senso civico di attenzione nei confronti della politica non solamente con il voto ma anche come diritto di partecipazione attiva permanente e “sostanziale” alla vita dei partiti come strumenti fondamentali per una convivenza civile e democratica.
“Un’esigenza ormai di estrema attualità ed urgenza – dichiara Roberto Pizzorno, segretario provinciale UDC -quella della formazione politica per far rinascere il popolarismo cattolico che caratterizza l’esistenza stessa dell’Unione Democratica di Centro (UDC) che ad Albenga sta trovando terreno fertile per un impegno appassionato e fruttuoso per il nostro partito e per l’intera comunità ingauna. Un’esperienza che si pensa di allargare in seguito – conclude Pizzorno – ai Comuni dell’intera provincia”.
“Una splendida idea che mi ha subito entusiasmato – aggiunge Bruno Robello De Filippis – per le immaginabili conseguenze di porre fine o far diminuire l’allarmante astensionismo che rappresenta un serio pericolo per l’intera vita democratica del nostro paese. A tal riguardo, il professor Cosimo Luppino, coordinatore dell’UDC di Albenga e delle Valli Ingaune, mi ha riferito che basterebbero due ore di lezione per spiegare in modo esaustivo il concetto di politica, nonché quello di amministrazione, per rendere consapevole e magari fare appassionare chiunque alla conduzione del bene comune”.
Interpellato, il professor Cosimo Luppino così si esprime: “Un compito piacevole e un’“utopia” da perseguire, quella di una scuola politica, con lo scopo di far comprendere e far svolgere la globalità delle relazioni virtuose e fondamentali alla buona vita politica, economica e sociale da evidenziare come una grande e consapevole divisione dei compiti. Divisione finalizzata, anche con spirito di solidarietà, alla promozione ed alla tutela degli interessi materiali e spirituali di tutti.
In merito non sarebbe male, eventualmente, coinvolgere in tale attività le agenzie educative e formative quali le scuole, le famiglie, le parrocchie…
Intendo, in conclusione, evidenziare il fatto che, una volta frequentate le lezioni, i partecipanti saranno più liberi, forti e consapevoli di militare o simpatizzare per qualsivoglia partito o forza politica qualificando l’iniziativa come onesta intellettualmente e rispettosa del principio pluralistico come enunciato nella nostra Costituzione”.

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