Cultura
Tendenza

A Castelvecchio un Paramento alla Romana dei Perasso

Si tratta dell'unica esposizione in tutta la Diocesi di Albenga

di Claudio Almanzi. Castelvecchio di Rocca Barbena. Un importante paramento per l’altare (Parato alla Romana) di fine Ottocento è visibile nella Chiesa Parrocchiale di Nostra Signora Assunta a Castelvecchio durante il periodo delle festività pasquali. Si tratta del ripristino di una tradizione che venne interrotta nel 1967, a seguito del Concilio Vaticano Secondo, e che ora, in via del tutto eccezionale, è stata di nuovo ripristinata grazie all’ interessamento, alla disponibilità e comprensione del parroco Don Enrico Gatti, Rettore del Seminario di Albenga. La pregevole opera, che resterà esposta fino alla solennità del Corpus Domini,  venne realizzata alla fine dell’ Ottocento da Michelangelo Perasso appartenente alla famosa ed illustre famiglia di artisti attivi nel Ponente Ligure dalla fine del Settecento fino ai primi del Novecento. La riscoperta ed il ripristino di questo importante apparato religioso è stata fatta a seguito di una visita alla parrocchiale compiuta dalla scrittrice Sandra Berriolo  insieme  al ricercatore e studioso Simone Bergallo ed al professor Roberto Badano in occasione delle numerose ricerche che la Berriolo ha compiuto mentre redigeva il suo libro dedicato ad Erli.                                                                                                                     

 “Il parato alla Romana -ci spiega Simone Bergallo -è un vero e proprio rivestimento, in legno dipinto, per l’altare maggiore. Si utilizzava nelle feste solenni per rendere ancora più trionfante la chiesa. Tutto era fatto per dar gloria a Dio. Era composto da varie parti che, una volta assemblate sull’altare ne facevano proprio cambiare l’aspetto. Tutto il parato comprendeva anche candelabri, vasi cosiddetti “portapalme”, reliquiari e cartegloria”. Insomma si tratta di un paramento di grande valore devozionale, religioso ed artistico della cui esistenza ne  era anche a conoscenza uno studioso, Luca Miotti,  che proprio in questi mesi sta scrivendo la tesi di Laurea sulla famiglia Perasso e sulla loro bottega di artigiani ed artisti: il paramento era citato ed annotato in un contratto, consultato presso l’Archivio Diocesano di Albenga, nel quale veniva indicata nel Registro Parrocchiale la spesa fatta dalla Parrocchia di Castelvecchio proprio per l’acquisto di un paramento per l’altare dalla bottega dei Perasso. Ma certo il Miotti non immaginava che dopo tanto tempo fosse rintracciabile questo manufatto, invece a seguito di quella visita lo si è rintracciato e potuto collegare al documento d’archivio. Ora il ripristino dell’ uso di questo paramento rappresenta un evento di rilievo perché pare che Castelvecchio sia l’unica parrocchia della Diocesi ingauna nella quale si sia deciso di farne utilizzo nel corso della Veglia Pasquale.                                 

 “Sono felice- conclude Sandra Berriolo- che grazie alle ricerche fatte per scrivere il mio libro su Erli si sia messa in moto  questa ricerca che ha portato alla riscoperta e riutilizzo di un’ opera realizzata dall’illustre Bottega dei Perasso. Ancor più sono felice perché la vicenda dimostra che le ricerche d’archivio non sono inutili passatempi, ma possono servire a farci riscoprire e conoscere la nostra storia e le nostre radici. Il parato alla Romana è stato esposto la Domenica delle Palme e sarà ancora visibile fino alla solennità del Corpus Domini”.

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