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Tendenza

400 menu storici in mostra a Roma dal 5 al 7 aprile a Roma al Museo Garum 

Una mostra di menu che hanno fatto la storia politica e culinaria del mondo

di Flavio Lenardon. Un’esposizione di centinaia di menù storici che hanno fatto da cornice gastronomica ad eventi che hanno cambiato le sorti di intere nazioni. A raccontare la storia eventi che hanno cambiato i destini del mondo, raccontata attraverso un elenco ragionato di pietanze, è la più importante mostra dedicata ai menù con centinaia di “carte”, alcune delle quali vere rarità provenienti da collezioni private di tutto il mondo. 

 “Un mondo di menù: la grande storia a tavola”, dal 5 al 7 aprile a Roma al Garum, BiblioMuseo.  

Un percorso storico-gastronomico, reso possibile della collaborazione tra ‘Menu Associati – associazione internazionale di menu storici’, la Fondazione Rossano Boscolo, e l’Archivio Storico della Presidenza della Repubblica che ha voluto onorare la mostra con un pannello dedicato alle ‘Carte’ offerte dai Presidenti della Repubblica in occasione di ricevimenti, colazioni e pranzi di Stato. Al Quirinale, a ottobre, si potrà ammirare la mostra, per due settimane. 

Molti i pezzi unici esposti, anche il più antico menù a stampa conosciuto: quello del 1803, per un pranzo offerto da Sir Williamson nella sua abitazione londinese: purea di piselli, gnocchi ‘au parmesan’, trote alla Beaufort, polletti alla Chivry, torta millefoglie, e via di seguito. Con un servizio opulento e barocco, “alla francese” in cui le preparazioni erano servite contemporaneamente. Un metodo che piano piano sarà soppiantato da quello ‘alla russa’, dove le vivande venivano servite una per volta secondo sequenze prestabilite dal vivandiere e dal sommeliere da bocca. 

 Un appuntamento centrale questo visto anche che il governo italiano per mano del Ministro Lollobrigida ha candidato «la cucina italiana tra sostenibilità e diversità bioculturale» come patrimonio immateriale dell’Unesco. 

I menù esposti raccontano di celebrazioni, 1848 per lo Statuto Albertino, di visite di stato, nel 1864, di Garibaldi a Londra, di azioni di guerra, la Breccia di Porta Pia, e di relazioni diplomatiche, 1989 alla caduta del muro di Berlino, Francesco Cossiga incontra Michail Gorbaciov e la consorte Rajssa. Ci sono anche i menù drammatici, quelli che nel 1912 accompagnano le ultime ore del Titanic. 

 Oggigiorno il menù è quello da scannerizzare con il Qcode e questa mostra con presentazioni in carta di seta con preziosissime rifiniture in oro zecchino, pare fuori dal tempo, con elencazioni di preparazioni e disegni di pietanze degni del miglior artista del tempo. Delle opere d’arte uniche e tutto sommato effimere, vista la loro utilità temporanea. 

La cucina è da sempre crogiuolo di socialità e relazioni umane uniche ed alle volte irripetibili in altro contesto ed il menù ha spesso fatto da cornice tutt’altro che banale a questi eventi. Un foglio che nel volgere di un paio d’ore non erapiù che un pezzo di carta in tasca a qualche nostalgico e che in questa carrellata riprende il suo ruolo centrale, un ruolo che sociologicamente è apparentemente marginale, ma che in realtà anche oggi serve a spezzare il silenzio a tavola e che anche nei momenti difficili di comunicazione politica ha stabilito un ponte tra le comunità. 

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