Cultura

1993-2023, Novant’anni dallo Holodomor: Albenga lo ricorda a Palazzo Oddo

Si terrà all’Auditorium San Carlo, presso Palazzo Oddo in via Roma ad Albenga, domenica 26 novembre alle 17,30 la Conferenza sullo HOLODOMOR. Si tratta della catastrofica carestia procurata che, negli anni ‘30 del secolo scorso, flagellò l’Ucraina e della quale quest’anno ricorrono i novant’anni. Il vocabolo (traducibile in “sterminio per fame”) è oggi meno oscuro, dopo che il Parlamento italiano, la scorsa estate ha formalmente riconosciuto essersi trattato di genocidio, come peraltro ha fatto gran parte della comunità internazionale. Particolare  interesse ha questa vicenda storica per le Valli Ingaune: esse infatti condividono con il territorio ucraino, pur geograficamente lontano e di ben maggiore estensione, la condizione sociologica che ne è stata un determinante: la piccola proprietà contadina. I kulaki erano dei piccoli proprietari terrieri che, all’epoca dell’Unione Sovietica staliniana, volevano mantenere il diritto di coltivare la loro terra. Perché, da sempre e a tutte le latitudini, il contadino, per impegnarsi a produrre, vuole che la terra sia sua. HOLODOMOR non accadde per cause naturali e neppure per sole inefficienze o negligenze: fu una carestia pianificata. Questa la tesi sostenuta dal Relatore sulla base delle evidenze storiche. Fu genocidio di classe, per schiacciare i contadini indipendenti, riducendoli tutti a salariati. E fu anche, per l’Ucraina, genocidio nazionale, per la contestuale repressione degli intellettuali e delle chiese, ortodossa e cattolica. 

Nel nostro secondo dopoguerra, negli aspri confronti fra i grandi partiti popolari italiani, la DC spesso adoperava lo slogan «se al potere vengono quelli, vi portano via la terra e il bestiame», nel senso che il disegno riformatore del PCI per le nostre campagne si ispirava a idee collettiviste. La tragedia che verrà descritta ci interpella come europei e come italiani: perché  per tanti decenni è stata nascosta ? Col negazionismo fin che si è  potuto, poi con il riduzionismo (negando l’entità  numerica del disastro),  infine con il giustificazionismo (“ma era per un bene superiore…”).

Da HOLODOMOR sembra peraltro che tragga origine  la semiseria affermazione ricorrente ai tempi della guerra fredda che «i comunisti mangiano i bambini»: essa era nata proprio a seguito delle più grandi carestie che il suolo europeo abbia mai subito nella storia, quelle sovietiche del 1920-21 (5 milioni di morti) e del 1932-33 appunto (7-8 milioni di morti), durante le quali si ebbero molti casi di cannibalismo.

La Conferenza è un’opportunità per aiutarci a conoscere  meglio la storia ucraina.  Come dice lo storico A. Graziosi, lo HOLOMODOR  è l’evento identitario su cui si fonda la legittimazione dello stato ucraino: ciò che sono per noi il Risorgimento e la Resistenza.  

La relazione, supportata da immagini e da corposa bibliografia, verrà tenuta la Valter LAZZARI (Segretario del Raggruppamento Ingauno Volontari della Libertà, associazione federata alla Federazione Italiana Volontari della Libertà: i partigiani cattolici, liberali e autonomi), il quale, da alcuni anni, conduce studi sulle riforme agrarie nei paesi di cosiddetto “socialismo reale” (Urss, Jugoslavia, Viet Nam, Cuba …). La Conferenza sarà introdotta e moderata dal Prof. Pier Franco QUAGLIENI, storico, giornalista e saggista, “animatore culturale” della nostra Riviera,  raccordo con il panorama intellettuale nazionale.

L’evento, al quale tutta la popolazione è invitata, è frutto della collaborazione fra il RIVL-FIVL, il Centro Pannunzio di Torino, l’Associazione Pokrova della Comunità degli Ucraini in Liguria, col fattivo concorso della Fondazione Gian Maria Oddi ed il Patrocinio del Comune di Albenga.

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