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1° maggio Festa del lavoro: luci e ombre su utilizzo intelligenza artificiale

Mondo del lavoro, luci ed ombre sull'utilizzo dell'Intelligenza artificiale

di Flavio Lenardon. Oggi 1º maggio: San Giuseppe lavoratore per la Chiesa, Festa del Lavoro per il mondo laico.  Oggi, letteralmente è un momento cruciale della storia umana. 

L’avvento dell’Intelligenza artificiale (Al) oltre che su di una miriade di applicazioni più o meno ludiche, impatterà in modo importante anche sul mondo del lavoro, una vera rivoluzione industriale. 

Bizzarro che anche l’AI stessa con domande, tramite ChatGPT sulla sua influenza sul sistema lavoro risponde: «L’intelligenza artificiale sta trasformando il mondo del lavoro in diversi modi. Automatizza alcuni compiti ripetitivi, ma crea anche nuove opportunità in settori come la data science e lo sviluppo di software. Tuttavia, può anche portare a cambiamenti nella struttura occupazionale e richiedere la riqualificazione dei lavoratori per ruoli più adatti all’era digitale».

Ma dunque c’è da chiedersi cos’è il lavoro e come si definisce nel rapporto con l’uomo?  Se crediamo che il lavoro sovrasti l’uomo, l’Al può essere la grande occasione per migliorarne qualità ed efficienza, andando a sostituire la componente umana, considerata difettosa ed imprevedibile e quindi lacunosa ai fini produttivi. 

Il FMI ha dichiarato che l’introduzione dell’Al, potrebbe comportare una preoccupante riduzione dei posti di lavoro. 

Le proiezioni dicono che nei paesi con economie più avanzate, questa riduzione potrebbe arrivare sino al 60%! 

Tutto ciò porterebbe alla crescita del gap sociale, diseguaglianze socio-economiche, riduzione degli stipendi e delle assunzioni tra i lavoratori più vulnerabili e meno qualificati. 

Per inverso invece se si crede in un concetto di lavoro in cui è l’uomo che viene considerato proprio come l’eccellenza, il vero valore aggiunto delle azioni lavorative e quindi soggetto imprescindibile del lavoro, ciò potrebbe consentire di riportare il discorso nel giusto solco. 

Una giusta comunicazione, un confronto costruttivo con coscienza e conoscenza, permetterebbe di ricercare e capire gli indubbi vantaggi offerti dall’Al, considerando tutto ciò assieme ai dubbi etici che ogni innovazione racchiude. 

Persino nel discorso di Papa Francesco per la 57ª Giornata per la pace tutto il carico di dubbi ed il dilemma del peso dell’AI sarà centrale e speriamo, nell’occasione, di trovare la medesima sensibilità anche in altri leaders mondiali. Perché, e questo è davvero incredibile, un richiamo sul tema dei rischi etici dell’Al è già avvenuto da parte del primo ministro cinese Li Qiang. 

Un fatto inatteso su un rischio reale, proprio oggi 1º maggio 2024, e davvero contemporaneo. 

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